Quando i cretini fanno boh, tutto resta uguale ma se i bambini fanno oh, basta la vocale.
In fondo tutti abbiamo bisogno di tenerezza.
C'è chi circonda la propria vita di cinismo e arroganza sottovalutando il potere di questa cura, chi ha troppi pensieri per ricordarsela e chi addirittura non la sopporta.
Quello che di per certo so è che carezze, gesti, abbracci, baci sono anelli di una catena che ci lega indissolubilmente gli uni agli altri...anche se a volte basta semplicemente lo sguardo di un cucciolo a tenerci vicini
Tuttosommato posso considerarmi soddisfatta? mai.
il fallimento incombe su di me. Mi tortura ogni notte appena spengo la luce.
E' in quel momento che tutti i dubbi sotterrati ritrovano luce.
Paradossalmente al buio.
Mi mangio il piumino rimuginando sulla mia esitenza.
Per quando sia una delle mia paure più grandi, non posso far altro che considerarla mediocre.
Ho perso tante cose in quest'ultimo anno.
Ho perso un grande amico, un confidente, un compagno di viaggio, un uomo intelligente maturo.L'ho perso senza neanche versarci una lacrima.Parlando con il sennò di poi cambia tutto però....
Ho visto sbiadire il rapporto con quelle che sono state il centro della mia vita per molti anni, ogni giorno, sui banchi di scuola.
Sogno sempre di organizzare una finta giornata di lezione al Cairoli, perchè quella schifezza mi manca e quando ci passo davanti mi viene da piangere.
Poi penso all'università, a come mi sarebbe piaciuto fare scienze storiche.
Non saprò mai se la mia decisione è stata giusta. So soltanto che in ogni caso non mi avrebbe mai pienamente soddisfatta.
Penso che, con un po' più di caparbietà, avrei potuto fare medicina.Perchè mi avrebbe fatto sentire molto più dio e, di conseguenza, sicuramente più sicura di me.
Penso a come adesso pian piano stia cercando di sollevarmi dalla polvere...perchè mi sta entrando nel naso e non respiro più.
Penso a come certe meraviglie cadono dal cielo e ti colgono di sorpresa riempiendo la tua vita...anche se forse lì c'erano già e nn sono cadute da nessuna parte.
Forse però è ora di pensare che bisogna smettere di pensare e fare e basta, che sono ripetitiva e queste cose le ho già dette tempo fa.
Philosophy of the World (1969)
L’unico disco di questre tre tenere sorelle della Virginia, figlie di un repubblicano che non le lasciava andare ai concerti e che impediva loro di ascoltare il rock’n’roll, fa riflettere su una cosa: se c’hai la mente sgombra da influenze, da modelli, da maestri, da numi tutelari, da muse ispiratrici, insomma da qualsiasi cosa che ti formi, ti plasmi e ti conduca verso un determinato tipo di musica, hai piu’ probabilita’ di comporre musica creativa e originale. Perche’ non hai punti di riferimento, ne’ timori reverenziali, ne’ lezioni da cui ripartire. Qui non c’e’ traccia di folk, blues, country, rock, pop: le tre sorelle ascoltavano solamente vecchi 45 giri easy-listening. Ci sono solo cantilene infantili, accompagnate da due chitarre scordate e una batteria fuori tempo. A dire il vero, la batterista sapeva suonare, ma le sue figure non s’incastrano (ma proprio per niente) con la sezione armonica (armonicaaa???). Le due chitarriste invece non solo non sanno suonare, ma nemmeno accordare i loro rispettivi strumenti. E non sanno nemmeno cantare, sono stonate come due vecchie galline spennacchiate. La chitarra fa la stessa orrenda melodia della voce. Questo disco piaceva un sacco a Zappa e (dicono gli oracoli) ha ispirato il lo-fi.
Il disco e’ una tortura cinese, ma siccome le Shaggs sono buone come il pane, han deciso di risparmiarci: dura solo mezzora. Ma in questi trenta interminabili giri di lancette, succede di tutto: da My Pal Foot Foot (la canzone piu’ brutta della storia) a That Little Sports Car (in cui la batteria va a casaccio e, come Coppi con Bartali, si ferma ad aspettare le due chitarre quando sbagliano strada e rimangono attardate).
Sociologicamente parlando, e’ un disco da cui si potrebbe partire per scrivere la storia della civilta’ americana. Abbiamo detto che questo disco si tiene ben lontano dal lurido ed erotomane blues, dal crudele e mascalzone rock, dalla drogata e frikkiona psichedelia, dal folk serio e impegnato (insomma, dai generi popolari “antagonisti” di fine anni 60), per il semplice motivo che le tre sorelline non sapevano manco dove abitasse di casa l’LSD e non conoscevano l’indirizzo di Woodstock (come detto, suo papa’ era un bacchettone, faceva ascoltare solo Dean Martin e Perry Como). Fin qui tutto, tutto ok. Uno magari si sara’ gia’ fatto l’idea delle classiche brave ragazze per bene, stracristiane, di buona famiglia, attaccate ai valori predicati da 200 anni dallo zio Sam, e quindi “integrate” nel sistema, innocui ingranacci del music business, strumenti della vorace industria discografica, merce dedita ad un pop tra i piu’ edificanti e zuccherosi. E INVECE NO! Qui casca l’asino! Perche’ le Shaggs, pur cantando liriche da candida pargola ignara del cancro che affliggeva gli States dell’epoca, pur ammorbando l’ascoltatore col loro registro trasognato e lobotomizzato, pur inneggiando inconciamente all’american way (“It’s Halloween”, immancabile tributo alla festa preferita dagli yankees) e ai suoi miti fondanti (“Who are parents”, disarmante sviolinata a mommy&dad), pur trascurando senza malizia ne’ ambiguita’ il sesso dalle loro “riflessioni” (“My companion”…..companion che poi si scopre essere non un ragazzo, ma nient’altro che la propria radio!), pur dispensando palliativi all’acqua di rose (leggete il testo della title-track e rabbrividite), mettevano a disagio. Non erano armoniose, non erano radiofoniche, non erano ammiccanti. E soprattutto, non erano ipocrite. Le Shaggs ci credevano veramente a tutto quel sistema di valori che la controcultura del loro tempo stava incrinando. Non erano false come i divi del pop, che predicavano bene e razzolavano male. Le Shaggs non si drogavano. Non predicavano il pacifismo, non perche’ fossero guerrafondaie o apolitiche, ma perche’ non ne avvertivano la necessita’ (non erano adeguatamente informate sul Vietnam). Con le Shaggs si arriva al paradosso della rivalutazione dell’oscurantismo.
Ecco perche’ “Philosophy of the world” non si sposa ne’ coi “rivoluzionari” (rockers, mod, freak, hippies, folksinger) ne’ coi “reazionari” (teen-idols, girl-groups, divi ingessati da alta classifica). Le Shaggs furono un oltraggio per chiunque, perche’ erano le uniche vere anarchiche della loro epoca, inevitabilmente non-allineate, sgradevoli e disgustose perche’ erano sincere, genuine, spontanee, buone e non buoniste.Io le amo.
Io pure le amo,splendida recensione.

OK, forse potrebbe anche andarmi bene che vive dall'altra parte del mondo e che non sa neanche chicazzosonoio.Ma x oggi non lo accetto.Io quest'oggi voglio un uomo come lui. Uno talmente bello che mi fa sentire frivola all'idea di guardare solo il suo aspetto.Uno la cui particolare virilità mi faccia venire i bollori. Uno che magari sia pure intelligente e acculturato, o almeno non parli così da lasciarmi il beneficio del dubbio.Uno che mi faccia vivere intensamente, dovessi versare 1000 lacrime. Trattasi di preghiera questa.Qualcuno ascolti la povera ragazza viziata, noiosa.Dovevo scrivere un post del cazzo come questo.

*The Syrian Bride* scrive:
ma salve, nn si saluta +?
BazooN scrive:
lasciatelo dire
BazooN scrive:
ma te lo dico dal cuore
BazooN scrive:
è stupido ma è vero
BazooN scrive:
nn essere mai piu triste
BazooN scrive:
HAI CAPITO?????
*The Syrian Bride* scrive:
come sCUSA?
BazooN scrive:
ho letto il tuo blog
BazooN scrive:
é un po triste
BazooN scrive:
e dolce
BazooN scrive:
m piace!!!!
*The Syrian Bride* scrive:
no nn è solo triste...è un po' amaro no?
BazooN scrive:
no nn è amaro
BazooN scrive:
è scritto da ki nn riesce ad alza re la testa
BazooN scrive:
xkè gli è piaciuto troppo quello ke ha vissuto
BazooN scrive:
ne ho un'altra
*The Syrian Bride* scrive:
aiuto...
*The Syrian Bride* scrive:
mi manca un attimino l'aria
BazooN scrive:
hai scritto tutto tu
BazooN scrive:
io nn c'entro
BazooN scrive:
è come se t fossi svegliata un mattino
BazooN scrive:
ma nn vuoi alzarti dal letto
BazooN scrive:
xkè il sogno ke hai fatto è stato bellissimo
BazooN scrive:
be se vivi un'altra giornata
BazooN scrive:
la notte torna con tutti i suoi sogni xo
BazooN scrive:
oh mamma poeta ke sono!!!!!!!!!!!!!!!!!!
*The Syrian Bride* scrive:
eh si abbastanza...
BazooN scrive:
ma nn essere triste
BazooN scrive:
ma forse nn la sei
BazooN scrive:
t ho ucciso?
...Voglio un mondo all'altezza dei sogni che ho...
Londra?oh...è una città fantastica.Sprizza libertà da tutti i pori, con i suoi palazzi altissimi, con le sue luci...la sua magia.Io mi sento a casa lì, mi sento più "io".La zona in cui sono capitata però non era delle migliori.Il quartiere Dollis hill nella periferia nord di Londra.Vista spiazzante al mio arrivo.Io e i miei 2 amici eravamo gli unici bianchi del quartiere.La cosa non mi avrebbe dato minimamente fastidio se nn fosse stato per lo stile 50 cent dei nostri vicini di casa.Sul genere gangs di quartiere. Ma L'ostello è stata la cosa più incredibile che abbia visto.Una TOPAIA.Non sono una persona schizzinosa, ma ci sono alcune cose che do per scontate come tirare l'acqua in bagno, avere le lenzuola e i pavimenti puliti.Inoltre la nostra stanza, abbiamo saputo più tardi, era lo sgabuzzino.Avendo saputo del nostro arrivo hanno pulito tutto e "montato" i letti a castello nel pomeriggio.Per non parlare della gente che va e che viene dalla tua stanza anche di notte.Una cosa incredibile.Alla fine anche divertente.
Nel quartiere abbiamo man mano conosciuto gente.Spagnoli, Brasiliani, Rumeni e per la maggior parte....italiani.Uno di loro ha cominciato a consigliarci "calorosamente"di non superare il mitico pub "the crown" di notte (un localino dietro il nostro albergo) perchè è pieno di questi ragazzi YoYo circa sui 13 anni che nonappena ti vedono, ti derubano, ti sgozzano, ti violentano, ti inculano.In particolare il tipo insisteva su quest'ultima cosa.Lasciamo stare le note piacevoli nell'incontro con questo tizio."After the crown the world falling down".Il resto della vacanza è stato da sogno.Piccadilly circus e le sue luci incredibili, Trafalgar square e la sua immensità......troppo emozionante.La piazza dove ci sono il big ben e westminster abbey, covent garden con i suoi artisti di strada e camden town.......troppo figa!!!Da noi nn esiste una cosa così, è originale, alternativa...è un quartiere F-A-V-O-L-O-S-O!!!Ma la cosa che mi è assolutamente piaciuta di più è portobello road con il suo mercatino.E' tanto graziosa che vorresti imbottigliarla x tenerla sul comodino.E pensare che una volta scesi alla fermata "notting hill" ho pensato....."beh, è un po' 'na merda.E' uno dei motivi per cui sono venuta qua, e invece di vedermi la porticina blu e il negozietto di libri di viaggio, noto solo palazzoni stile milano rogoredo...hughhhhh ma dove sei ???" Solo dopo abbiamo scoperto sta viuzza, già di per se troppo carina ,piena di negozietti dell'usato e continuava proprio in portobello road.Io voglio vivere lì....altro che dollis hill!!!Si, lì' davvero mi piacerebbe stare.Ho una mezza idea di andarci a studiare antropologia dopo la laurea, ma nn so...E' che è stato amore a prima vista con lei, fin da aprile quando ci sono stata la prima volta...Vorrei non avere tutte queste paure.Vorrei non considerare così tanto casa questa piccola gabbia che mi si chiude intorno.Vorrei voltare pagina, ma so di non poterlo fare.Prima si gettano le basi e si trovano certezze, si chiudono le gelosie e si mette un punto a situazioni interminabili.E sei vuoi poi parti, dopo si.
Ah, Londra, amica cara.Vedi la prossima volta di farmi trovare hugh grant già nudo (così si risparmia tempo) nel letto di un bed and breakfast pulito e ordinato come non ne esistono più o altrimenti dovrai assaggiare la mia ira.....
«..Bla Bla..»
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